I limerick

Un signore di Calcutta che mangia fino a strozzarsi, una giovane signora che suona l’arpa col mento, un imprudente dottore che finisce punto dal suo improbabile paziente: personaggi davvero curiosi sono i protagonisti di queste brevi e strampalate filastrocche.

 

C’era un certo signore a Calcutta,
S’abbuffava di strutto e di frutta;
Ma un bel dì un maritozzo
Incastrato nel gozzo
Strozzò il bieco signor di Calcutta.

Tratto da: E. Lear, Il libro del nonsense, Einaudi 2004

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C’era una signorina di Pozzillo
Il cui mento era a punta di spillo;
Lo fece limare per ore,
Comperò un’arpa d’autore
E arpeggiò col mento per Pozzillo.

Tratto da: E. Lear, Il libro del nonsense, Einaudi 2004

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C’era un vecchio in brache gialle:
Un grillo gli saltò sopra le spalle;
Quando sentì all’orecchio quel cri cri,
Per poco di paura non morí,
Quell’indifeso vecchio in brache gialle.

Tratto da: E. Lear, Il libro del nonsense, Einaudi 2004

 

Una volta un dottore di Ferrara
voleva levare le tonsille a una zanzara.
L’insetto si rivoltò
e il naso puncicò
a quel tonsillifico dottore di Ferrara.

Tratto da: G. Rodari, Grammatica della fantasia, Einaudi 2010

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Un abile cuoco di nome Dionigi
andava a comprare le uova a Parigi,
così invece di semplici frittate
faceva «omelettes» molto raffinate
quel furbo cuoco chiamato Dionigi.

Tratto da: G. Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi 2007

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Gianni Rodari

Gianni Rodari

Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) è stato uno scrittore, pedagogista e giornalista italiano, specializzato in testi per bambini e ragazzi e tradotto in moltissime lingue. Vincitore del prestigioso Premio Hans Christian Andersen (edizione 1970), fu uno tra i maggiori interpreti del tema "fantastico" nonché, grazie alla Grammatica della fantasia, sua opera principale, uno fra i principali teorici dell'arte di inventare storie.

Commenti (6)

  • Biblioteca

    |

    Strepitosi! I limerick mi piacciono troppo: sono assurdi, divertenti e dispettosi; sembrano fatti apposta per prendere in giro il mondo degli adulti fatto di certezze. Fanno pensare al Cappellaio Matto o al Coniglio parlante di Alice nel paese delle meraviglie (altro libro bello strampalato!).

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  • Agnese

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    Sono stranissimi… e per questo simpaticissimi!

    Leggermente surreali, se proprio devo dire…
    Mi sono piaciuti tantissimo, sicuramente leggerò uno dei libri dai cui sono stati tratti … o magari li leggerò tutti e due, chissà…

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  • giulia

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    sono strani perché nella realtà mettono del surreale che li fa diventare unici, incompresibili e sopratutto divertenti: un modo bellissimo di rappresentare le stramberie della vita

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  • Leonardo

    |

    Sono strepitosi, li adoro. Il modo più simpatico per scherzare e prendere in giro qualcuno senza volerlo offendere. E comunque sembrano facili ma hanno una struttura complicata perfino da capire, poi da applicare….

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    • Alex

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      Sono poesie molto belle, divertenti molto ironici mi sono piaciute.

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  • gabriele

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    Scrivere limerick significa esprimere il proprio senso dell’umorismo.A parer mio i limerick sono un pò più speciali degli altri testi,perchè,quando studiati rendono divertente la lezione,essendo simpatici e divertenti

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