Una risorsa preziosa: l’acqua

Nel mondo più di un miliardo di persone non hanno accesso ad acqua sicura e troppe minacce mettono a rischio questa risorsa preziosa.

L’opinione che l’acqua fosse una risorsa illimitata ha contribuito allo spreco e all’inquinamento di mari, laghi e fiumi. Negli ultimi anni si è finalmente compreso il valore inestimabile di questa preziosa fonte di vita e si sta tentando di porre rimedio all’irresponsabilità che ha prevalso finora.
L’inquinamento delle acque è direttamente proporzionato al grado di sviluppo raggiunto dagli insediamenti umani. Le principali cause sono da ricondurre ai liquami domestici (residui organici, saponi, detersivi), al massiccio uso in agricoltura di pesticidi e fertilizzanti, che filtrano dal terreno e raggiungono le falde acquifere, al calore prodotto dagli impianti industriali e dalle centrali termoelettriche.
Una forma particolarmente grave di inquinamento causato dagli scarichi industriali è la cosiddetta eutrofizzazione, che qualche anno fa ha riguardato anche l’Adriatico: l’immissione nelle acque di alcuni elementi, come azoto e fosforo, favorisce la crescita eccessiva di alghe e piante acquatiche, che, sottraendo ossigeno ai pesci, ne provocano la morte.
Gli ecosistemi marini sono minacciati, oltre che dall’inquinamento, anche dalla pesca eccessiva e da metodi di cattura distruttivi. Nella maggior parte dei mari il numero dei pesci adulti, e in grado di riprodursi, è a livelli bassissimi.
Un altro rischio cui sono sottoposte le acque è il passaggio delle petroliere: troppe volte vere e proprie «carrette del mare» vi riversano tonnellate di petrolio.
Il 70% del globo terrestre è ricoperto di acqua, ma solo il 3% è costituito di acqua dolce e questa percentuale si riduce ulteriormente se si calcolano le risorse idriche effettivamente potabili.
Attualmente circa un miliardo e cento milioni di persone non hanno accesso  ad acqua sicura e il 40% della popolazione mondiale non dispone di servizi igienici. Tale deficit è all’origine dell’80% delle malattie presenti nei vari Paesi in via di sviluppo, in cui muoiono 6.000 bambini al giorno.

Adattato da: R. Amato, La cittadinanza come percorso, Simone Editore 2009

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Commenti (3)

  • Agnese

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    Leggendo questo genere di brani, mi si stringe lo stomaco.
    Possibile che la gente continui a inquinare, inquinare e ancora inquinare, senza neanche pensare alle conseguenze?

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  • gabriele

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    Pensando a questo brano mi viene rimorso e mi sento preso da un senso di colpa.Infatti siamo tutti responsabili,nessuno escluso.
    Bisogna iniziare a preservare l’acqua e pensare a sistemi innovativi che permattano di renderla raggiungibile a tutti.

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  • Alex

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    Sono daccordo con Agnese e tra laltro ho scoperto che se si continua in questo modo nel 2040 scatterà la spia dell acqua.

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