Berit nella casa gialla

Nils e Berit, due giovani cugini norvegesi, si sono messi in testa di risolvere il mistero di Lilli de Libris, una strampalata e anziana signora amante dei libri. È la cugina Berit, mentre Nils è in vacanza a Roma, a trovare il coraggio per introdursi di nascosto nella casa dell’enigmatica Lilli.

Caro Il Nilso Pava Rotti ITA2_racc-p6-7
non vale! Io scrivo tutta orgogliosa che vado a Bergen a trovare papà, e forse riesco pure a scambiare quattro chiacchiere con un rinomato scrittore di gialli oltre la siepe del giardino. E intanto la zia Ingrid cucina una zuppa così sdolcinata che ti fa vincere un weekend a Roma!

Per curare la ferita mi vedo quasi costretta a rischiare la pelle su a Mundal, mentre tu te ne stai seduto in qualche ristorante a ingollare spaghetti. Infatti, te lo dico subito: CI SONO STATA!

Sì, sì, certo che ti racconto l’intera storia.

All’inizio ero decisa a non accettare ordini da un lattante colpito da shock adolescenziale soltanto perché la cugina ha iniziato a usare il rossetto («cara Berit Rosselabbra»). Ma poi ho fatto un salto nelle cucine dell’Hotel Mundal per vedere di rimediare una polpetta.

È stato allora che ho deciso. Ho visto che Lilli de Libris stava scendendo in paese, e ho pensato che sarei partita per Bergen la mattina dopo, e che sarebbe stato seccante trascorrere tutto il weekend con il rimpianto di non aver osato fare una visitina a Miss Biblioteca. E poi mi sembrava una buona idea avanzare di un passetto nelle indagini prima di incontrare il famoso scrittore.

Dimenticando la polpetta, non appena Lilli ha raggiunto la strada principale sono schizzata in direzione della casa gialla. Il solo pensiero di avere via libera mi mandava quasi il cervello in tilt: vive da sola, no?

Sono balzata di nuovo al di là del muretto e mi sono avvicinata alla casa. Ho sfiorato appena la porta: era aperta! Forse questo non è poi così strano, perché molti a Fjaerland non chiudono a chiave. Ma non hanno nemmeno molto da nascondere.

Mi sono guardata alle spalle e sono entrata, Nils. E soltanto in quel momento ho preso veramente la decisione: credo di essermi convinta che Lilli de Libris stesse andando all’estero, proprio come Nilsen, e che non sarebbe rientrata prima di qualche giorno. QUINDI SONO ENTRATA!

Mi sono trovata in un corridoio con un angolo pieno di carte e cartoni da gettare. Da lì potevo sbirciare in una cucina, che raccontava a chiare lettere che Lilli de Libris non ha una donna delle pulizie! Ho aperto una porta che dava in un piccolo salotto.

Sei curioso, eh? Lo ero anch’io…

Mi aspettavo di entrare in una stanza talmente zeppa di libri da mozzare il fiato. Ma sai cosa ho trovato invece? Non un libro, neppure una rivista.

Per la delusione e la rabbia ho cominciato a frugare per tutta la casa, proprio come uno di quei poliziotti esagitati, senza un piano chiaro di come e dove cercare. Saltavo di stanza in stanza, anche al piano di sopra. E non venirmi a dire che non ho usato gli occhi: ho notato un letto disfatto con lenzuola rosa (!), una camicia da notte di quelle ultraleggere, una vestaglia blu cielo e una radiosveglia da pazzoide. Era la stanza da letto di Lilli de Libris. In bagno c’erano tutte le creme e i trucchi immaginabili, e la vasca era piena d’acqua tiepida (!). Inoltre, in quasi tutte le stanze c’erano posacenere sporchi.

MA NON HO VISTO NEPPURE UN LIBRO! Naturalmente questa è la cosa più notevole. Non era neanche associata al Club del Libro! Non aveva, che so, un’enciclopedia, ma nemmeno una Bibbia o un Libro dei Salmi se è per quello. Alla fine ero così delusa che ho cominciato ad aprire i cassetti (con prudenza, Nils, sai che lo faccio con prudenza). Ma non ho trovato nemmeno un bloc-notes. Quasi mi si piegavano le gambe nel ridiscendere le scale, e avevo la vista annebbiata.

In salotto mi sono ripresa, ma troppo tardi: dalla finestra ho visto Lilli de Libris venire verso casa! In mano aveva un sacchetto della spesa, nell’altra teneva un pacco postale.

ITA2_racc-p6-7-bSapevo che le possibilità di scappare erano meno di zero, e in un momento simile o si comincia a urlare, o ci si guarda attorno alla ricerca di un nascondiglio. Io ho scelto la seconda possibilità, anche perché urlare non sarebbe servito. Sono strisciata dietro a un alto divano, di quelli antichi, e mi sono appiattita contro il muro. LILLI DE LIBRIS ENTRA NELLA STANZA! In un certo senso ero prigioniera. Mi ero chiusa dentro e presto ho dovuto impormi di non respirare. È entrata in salotto e ha appoggiato il pacco sul tavolo. Non potevo vedere niente, ma ho sentito che iniziava a strappare la carta con impazienza. – Meraviglioso – ha detto parlando da sola. – Bellissimo…

Dopo un po’ ho sentito che si allontanava, ed è calato il silenzio. Qualche minuto più tardi ho sentito dei passi al piano di sopra.

Indovina cos’ho fatto allora? Esatto! Sono rotolata sul pavimento e mi sono alzata in piedi. Sul tavolo c’erano grossi libri appena usciti da un mucchio di carta da pacchi. Ma non mi sono fermata a esaminarli più da vicino, non mi sono fermata neanche a scuotere via la polvere dai vestiti: sono balzata in corridoio e ho afferrato la maniglia della porta d’ingresso. Adesso ero fuori sulla soglia…

Stai tirando un sospiro di sollievo? Come me in quel momento!

Ma non ero ancora al sicuro sotto l’ala della mamma. Prima di tutto dovevo riuscire ad allontanarmi dalla casa senza essere scoperta, ma non ne ho avuto il coraggio, Nils. Le gambe mi tremavano a tal punto che non riuscivo a muoverle, erano come gelatina. In quell’istante l’ho sentita muoversi in corridoio. E sai cosa ho fatto allora? HO SUONATO IL CAMPANELLO! Forse tu non lo capirai, probabilmente perché non sei una ragazza. Avevo così paura che non ho osato mettermi a correre: scappare così sarebbe stato in un certo senso come ammettere di essere una ladra. Ma non potevo neanche restare lì in piedi senza far niente. Così ho suonato.

Lilli mi ha aperto immediatamente e mi ha squadrato dall’alto in basso in quel suo modo. Poi ha detto: – Ah, ma sei proprio tu? – Sembrava incredibilmente sorpresa, ma ho il sospetto che non lo fosse più di tanto.

Contorcendomi ho mormorato: – Volevo solo…
– Si, cosa volevi, Berit?
Berit! Quindi si era annotata i nostri nomi quando abbiamo firmato l’album dei visitatori alla baita di Flatbre. Credo ci abbia tenuto d’occhio. È un po’ strano che mi abbia chiamato per nome così da subito.
– Mi chiedevo soltanto se voleva comprare i biglietti della lotteria – ho detto.
Comprare i biglietti della lotteria, Nils! Era come se le parole fossero uscite dalla bocca di qualcun altro.
E lei brevemente: – Ah, capisco. E a cosa vanno i proventi?
Dovevo assolutamente inventarmi qualcosa.
– Alla biblioteca scolastica – ho borbottato.
Di colpo si è illuminata: – Davvero! E i premi?
– Libri, naturalmente.
(Cos’altro potevo dire?)
Lei ha schioccato le labbra un paio di volte, leccandosele poi per bene.
– Moooolto interessante – ha detto.
Mi si è avvicinata di un passo e ha aggiunto, in un tono che era quasi un po’ minaccioso: – Compro l’intero blocchetto. L’intero blocchetto, ah, ah!
Ha allungato una mano per prenderlo, ma io sono rimasta semplicemente immobile a fissarla, perché naturalmente non avevo nessun blocchetto.

NON AVEVO NESSUN BLOCCHETTO!

Prima mi sono frugata nelle tasche, poi, allungando rassegnata tutte e due le mani, ho detto: – Oh… devo averlo dimenticato.
Miss Biblioteca ha sorriso come certe regine cattive delle favole.
– Ma guarda, lo hai dimenticato. Chi pensa in fretta, in fretta dimentica!
È stato allora che l’ho detto, Nils.
– Credevo di averlo in tasca… ma forse Nils l’ha portato con sé.
Lei mi ha guardato dritto negli occhi: se mi avesse fissato un secondo di più, mi avrebbe perforato.
– Perciò il libro è in viaggio per Roma? – ha detto. – E perché no? Davvero, perché no, Berit Boyum?
Perciò sapeva che tu eri a Roma! Ripeto: LILLI DE LIBRIS SA CHE TU SEI A ROMA! Stai attento, Nils! (Il problema è che questo avvertimento non ti raggiungerà in tempo…).

ITA2_racc-p8-9Il resto è successo molto in fretta: Lilli de Libris è venuta verso di me a passi decisi con una mano alzata. Ero certa che mi avrebbe colpito! Adesso ti sono
venuti sicuramente i brividi come a me in quel momento!
Se almeno mi avesse colpito! Sarebbe stato molto meglio. Invece si è messa a darmi leggeri buffetti sul maglione e sui jeans: non avevo dubbi che fosse completamente pazza. Insomma, cos’erano quelle smancerie?
E poi ha detto: – Mi sembra che tu sia un po’ impolverata, ragazza mia. E questo non mi piace!
Allora me la sono data a gambe. Mi sono messa a correre e correre mentre le lacrime mi sprizzavano dagli occhi. Da chi scappavo? Da una donna isterica che rideva a crepapelle dietro di me: – Ah, ah, ah! Mi hai davvero imbrogliato! Ah, ah!
Questo è successo ieri pomeriggio, e ora sono (per fortuna) sulla nave per Bergen. Non ho dormito per niente stanotte. Adesso concludo e spedisco l’epistolario dal prossimo porto, non ho nessuna voglia di portarmelo fino a Bergen. Ora ho voglia soltanto di rilassarmi e stare bene assieme a papà, senza pensare più a Lilli de Libris o al Nilso Pava Rotti in luna di miele a Roma con mamma e papà.

Per riassumere il tutto:
1. Lilli de Libris si porta continuamente a casa libri.
2. Eppure in casa sua non c’è traccia di libri.
Conclusione: Lilli de Libris fa qualcos’altro con i suoi libri invece di metterli sugli scaffali e leggerli. Forse li usa per alimentare il caminetto. In fondo non è da escludere che se li mangi. Forse li fa bollire fino a ridurli in pappetta e li mescola nel cibo? Non ne ho idea, ma si richiede risposta! Saluti Berit Boy e la Polvere Sotto il divano di Lilli de Libris  P.S. Non prometto niente riguardo allo scrittore di gialli e spero che tu faccia indigestione di spaghetti. Perché adesso non ne posso davvero più! P.P.S. Credo di sapere perché Lilli de Libris sa che sei a Roma: non ti sarai mica messo a spedirle cartoline?

Adattato da: J. Gaarder, K. Hagerup, Lilli de Libris e la biblioteca magica, Salani 2001

Jostein Gaarder

Gaarder ha studiato filosofia, teologia e letteratura. È stato professore di filosofia per dieci anni prima di dedicarsi alla professione di scrittore. Vive a Oslo con la moglie e i due figli. Jostein Gaarder (Oslo, 8 agosto 1952) è uno scrittore norvegese, che ha raggiunto la fama internazionale con il romanzo filosofico Il mondo di Sofia. Il suo primo libro è stato pubblicato nel 1986, divenendo ben presto uno dei più noti autori del suo paese, ma il successo internazionale è arrivato agli inizi degli anni novanta con il romanzo Il mondo di Sofia. L'opera, pubblicata in Norvegia nel 1991, è stata tradotta in una quarantina di lingue; in Italia è stata pubblicata nel 1994, ed ha vinto il Premio Bancarella nel 1995.

Commenti (7)

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    Biblioteca

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    Emozionante come un “vero” giallo, ma con in più la freschezza e quel pizzico di irriverenza proprio dei libri per ragazzi. Per appassionati del genere, e assolutamente imperdibile per gli amanti dei libri.

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      Giorgia Cantù

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      Non mi è piaciuto molto , e non ho capito molto bene la parte iniziale

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    eleonora brunetti

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    molto divertente e scritto molto bene!

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    CLAUDIA MANCINI

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    bello ed emozionante! Sono molto curiosa

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    Mariachiara Ferraro

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    Molto carino…mi è piaciuto veramente tanto! 😉

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    Gabriele Guglielmo

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    Sono incuriosito dalla misteriosa indagine di Brit e Nils. Quale mistero si nascondera’ dietro la strana Lilli de Libris? Credo che leggerò l’intero libro.

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