Fantozzi va in campeggio

Il ragionier Fantozzi e il collega Fracchia decidono di trascorrere qualche giorno in campeggio, ma la vacanza «alternativa» a contatto con la natura si rivelerà piena di insidie per i due sprovveduti impiegati, in un crescendo di tragicomiche disavventure.

Fantozzi per sfuggire alle tagliole dell’organizzazione ha pensato di vivere una libera vacanza in campeggio a contatto con la natura, lontano da alberghi e itinerari consigliati. Si è comprato allora una tenda.
Mai decisione fu più tragica.
Dopo una settimana di «allenamento» nel cortile del collega Fracchia, i due, sentendosi ormai maturi per un campeggio regolare, partirono.
Nel sedile posteriore dell’utilitaria di Fantozzi la tenda era un pacchettino piccolo e meraviglioso. I due la guardavano con orgoglio e quando pensavano ai poveretti che sarebbero caduti nella trappola di un «giro organizzato alberghi compresi» ridevano forte, nonostante la pioggia implacabile delle loro due «nuvole da impiegati» che batteva sui vetri della macchina. Incrociarono molte corriere di impiegati inseguite da temporali isolati e anche potenti cilindrate di megapresidenti che volavano in riquadri di sole. Fantozzi per un sorpasso in curva fu frustato in un autogrill da due agenti della stradale, di fronte a una folla spaventata. A causa di questo umiliante contrattempo, i due arrivarono a un camping pieno di turisti tedeschi a notte fonda.
Aprirono il pacchetto e cominciarono fischiettando i lavori. Furono severamente ammoniti dal guardiano che fece loro presente che il sonno degli altri campeggiatori andava rispettato. Si sentiva solo il picchettìo del martello di Fracchia che piantava i pioli reggitenda. Era un rumore metallico e ritmico che nei campeggi era tollerato.

Tinn… tinn… faceva il martello e i due si sentivano inseriti nel novero dei campeggiatori professionisti.
Tup! Fece il martello centrando il pollice di Fantozzi che reggeva i pioli mentre Fracchia maneggiava abilmente il martello. Fantozzi si ricordò che non erano ammessi rumori e si avventò per un chilometro nella boscaglia e solo quando fu fuori portata di voce squarciò la notte con un ululato preistorico. Tornò dopo mezz’ora con un pollice da «marina» e sussurrò a Fracchia: – Stia attento, porca miseria, mi ha smontato la mano.
E nel buio gli offrì una sigaretta per mostrargli che non gli serbava rancore.

Fantozzi– Tenga – bisbigliò.
Fracchia pensò che gli passasse un altro piolo da piantare e lo centrò con un’altra tremenda martellata sulle nocche. Fantozzi si avventò nuovamente nella boscaglia. Tornò all’alba e alzarono la tenda.
Dormirono male nei lettini da campeggio, i quali hanno la sinistra caratteristica, durante la notte, di stringersi e accorciarsi, stringersi e accorciarsi fino a diventare delle sottili listarelle sulle quali si devono compiere miracoli di equilibrio. Alle otto del mattino la tenda lentamente si afflosciò. I nostri si dibatterono per venti minuti sotto gli occhi esterrefatti degli abilissimi campeggiatori tedeschi, come Laocoonte, i figli e i serpenti nel groviglio della tenda, poi cominciarono a gridare: – Aiuto… aiuto…

I tedeschi li salvarono da morte certa per asfissia.
La sera dopo la tenda si afflosciò alle due di notte e cominciarono subito a gridare. Nel montare la tenda, Fracchia aveva anche centrato Fantozzi nella nuca, scambiandolo per un piolo. La terza sera dormirono in un albergo con un gruppo che faceva un itinerario consigliato. Senza consultarsi decisero allora di tornare a casa.
La tenda occupava ora tutto l’abitacolo dell’utilitaria e Fracchia fece il viaggio di ritorno legato al tetto con le valigie. Fantozzi era distratto e guidava a fatica. In autostrada ebbe degli incubi orrendi perché la tenda continuava a crescere fino a soffocarlo e ogni tanto gridava: Aiuto! Quando fu immerso nella tenda cominciò a guidare col radar: vale a dire Fracchia dal tetto gli indicava le curve con dei gridolini sinistri.
Sotto casa di Fracchia fecero un frontale contro un palo della luce. Fantozzi uscì dai rottami col volante in mano: era l’unica parte dell’utilitaria, che aveva appena finito di pagare, sopravvissuta. Si avvicinò al palo e gli domandò tragicamente: – Scusi, è assicurato lei?

Tratto da: P. Villaggio, Fantozzi, Rizzoli 2003

Paolo Villaggio

Paolo Villaggio

Paolo Villaggio (Genova, 30 dicembre 1932) è un attore, scrittore, comico, conduttore televisivo e doppiatore italiano. Interprete televisivo e cinematografico di personaggi legati ad una comicità paradossale e grottesca, come il professor Kranz e il timidissimo Giandomenico Fracchia, è noto soprattutto per la creazione letteraria e la seguente interpretazione cinematografica (in dieci pellicole) del ragionier Ugo Fantozzi. All'attività comica fa eco quella di scrittore, iniziata proprio con un libro su Fantozzi al quale seguiranno altri sei sul ragioniere, e altri libri di carattere satirico. Ha recitato in parti più drammatiche, partecipando a film di registi come Federico Fellini, Marco Ferreri, Luigi Comencini, Lina Wertmuller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli.

Commenti (5)

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    Biblioteca

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    A me fa ancora ridere! E alla scena della martellata sul dito di Fantozzi che tiene il picchetto della tenda non resiste neanche la maggior parte degli alunni che ho incontrato. E poi attenzione che la nuvola di Fantozzi è sempre in agguato…

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      molly

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      si ha raggione ame fa ancora ridereeeeeeeeeeeeeeeeeee……..:)

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    Cantù Giorgia

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    Sarà pure un linguaggio passato ma l’incredibile Fantozzi fa ancora ridere a crepapelle . È forse uno degli ultimi film humor che non contiene linguaggi scurrili

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    mariachiara ferraro

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    Bellissimo! Fa troppo ridere,ed ha un linguaggio anche semplice per i ragazzi!

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    Anna Rossi

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    Bellissimo veramente … Fa piangere ma ne vale la pena… É uno di quei libri che leggi ma poi ti chiedi: chissà perché l’ho letto prima!!! Però é bellissimo e fa molto ridere. CONSIGLIO DI LEGGERLO….

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