Lettera a un’amica

In una fredda giornata di febbraio, una giovane Emily Dickinson scrive una lunga lettera alla sua amica Abiah. Tra notizie e riflessioni, emergono un carattere e un talento per la scrittura già pienamente maturi.

Amhrest, 23 Febbraio 1845

Cara Abiah,
dopo aver subito a lungo i rimorsi della coscienza, sono riuscita alla fine a soffocare la voce di quella fedele custode, con la promessa di una lunga lettera a te, così lascia perdere tutto e mettiti seduta preparata a un lungo assedio di sciocchezze dalla tua amica E. Ho avuto da Sabra il tuo biglietto per il quale ti ringrazio di cuore. Volevo scriverti approfittando di Sabra ma come al solito se n’è andata in fretta e furia e non ne ho avuto il tempo, e ho pensato che siccome tutte le altre ti avevano scritto, se avessi scritto una lettera anch’io, non sarebbe sembrata più acuta di qualsiasi altra, e sai che odio essere banale. Per questo, non mi sono preoccupata molto di non averti scritto. Ho anche ricevuto il tuo messaggio venerdì della scorsa settimana. Era straordinariamente arguto. Quella sul ragazzino che aveva paura di […] prima che andasse a […] era così tagliente che ho avuto paura che mi mozzasse le dita.
Non pensare al Segnalibro cara A. La tua ciocca di capelli è per me preziosa come l’oro e anche molto di più. Spesso la guardo quando sono con il mio mucchietto di tesori e mi piacerebbe che la proprietaria di quella ciocca lucente fosse qui. Messer Tempo si aggira più o meno come al solito, ad Amherst, e che io sappia non accade nulla che rompa il silenzio.

Ma non voglio ancora addentrarmi in sforzi filosofeggianti. Per queste cose ci sarà abbastanza tempo in un’altra pagina di questo foglio elefantiaco. Presumo che al momento tu sia assetata di notizie delle nostre amiche S T, A W, H M e S P. Sono tutte in buona salute e felici per nulla che io sappia. Sarah Tracy alias Virgilio è granitica, calma e amabile come sempre. Abby va a scuola e sta immagazzinando nella mente quello che impara come un’ape che sugge il nettare dai fiori. Hatty si diverte a scherzare come al solito.
Il tuo immaginario spasimante Davenport ultimamente non l’ho visto. Presumo che una qualche notte, mentre stava fissando le stelle, sia stato trasformato in una di loro e sistemato nella costellazione di Orione fra Bellatrix e Betelgeuse. Non ho dubbi che se fosse qui gli farebbe piacere esserti gentilmente ricordato.
Che tempo delizioso abbiamo avuto per una settimana. Sembra più un maggio sorridente coronato da fiori che un freddo, artico febbraio sguazzante tra cumuli di neve. Ho sentito cantare qualche dolce uccellino ma temo che avremo un tempo più freddo e i loro beccucci si geleranno prima di finire il canto. Le mie piante stanno benissimo. Finora il Vecchio Re Gelo non ha avuto il piacere di ghermirne nessuna col suo freddo abbraccio, e spero che non lo farà. Il nostro micetto si è affacciato alla vita. Credo che tu conosca quale fatalità incomba su tutti i nostri gattini, visto che ne sono morti sei uno dietro l’altro. Vuoi bene come sempre alla tua nipotina Julia? Il tuo soliloquio sull’anno che è passato e se n’è andato non è rimasto inascoltato da me. Se potessimo passare l’anno che sta scorrendo via così velocemente con più profitto di quello che non ci è possibile far tornare. Adesso so che riderai e dirai: – Mi chiedo che cosa rende Emily così sentimentale.
Ma non m’importa se lo fai, perché non ti sentirò.

Che cosa stai facendo questo inverno? Io mi occupo di tutto. Lavoro a un paio di pantofole che adorneranno i piedi di mio padre. Mi piacerebbe che tu potessi venire per aiutarmi a finirle. Sabra Howe è andata a Baltimora per starci alcuni mesi o un anno. Jane Gridley si pavoneggia apertamente come sempre. Sebbene sia tardi voglio augurarti un felice Anno Nuovo, non che pensi che il tuo Anno Nuovo non trascorrerà felicemente anche senza, ma per ricambiare un poco il tuo gentile augurio che finora è stato concesso in molti modi, probabilmente perché tu desideravi che fosse così.
Hai saputo qualcosa di Luthera Norton? Ho avuto un suo messaggio qualche giorno fa. Stava bene e ha mandato tanti cari saluti a tutte le sue amiche. Immagino che tu ti consideri una di esse e come tale ti sentirai coinvolta in quei saluti. Non desideri che Jane Kim […] vorrebbe tornare.
Non sopporto di pensare che sia tanto lontana. Le ho mandato una lettera e un catalogo da quando è andata via, e non so se li ha ricevuti o no visto che io dalle sue amiche non ho saputo altro di lei, se non che è arrivata là sana e salva e che sta bene.

Sto cercando di pensare a qualche novità della quale informarti e mentre scrivo il fuoco è acceso il che è una deduzione molto naturale visto che è una giornata fredda e sgradevole. I pomeriggi della domenica vado alla scuola di canto per allenare la voce. Non mi invidi? Non ho saputo nulla di Jane Brigham dall’ultimo trimestre. Presumo che sia nei suoi vecchi alloggi di Prescott. Mary Snell ha avuto una sorellina che pensano di chiamare Ellena. Non è un bel nome?
Mi auguro Biah che tu voglia venire a farmi una lunga visita. Se lo farai ti intratterrò al meglio delle mie capacità, che tu sai non sono né poche né piccole. Perché non convinci tuo padre e tua madre a permetterti di venire qui per il prossimo trimestre, a tenermi compagnia a scuola visto che ci andrò?
Miss J G, presumo tu riesca a indovinare chi intendo, concluderà la sua istruzione la prossima estate. Il colpo finale sarà di essere ammessa a Norton. Allora avrà imparato tutto quello che noi poveri mortali ci stiamo faticosamente procurando dalla collina della conoscenza. Pensiero meraviglioso! Il suo cavallo la sta trasportando così velocemente che ha quasi raggiunto la cima e noi stiamo arrancando a piedi dietro di lei. Tanto basti. Completeremo quell’istruzione che talvolta a noi non ci vuole. Allora tu potrai essere Platone e io sarò Socrate a patto che tu non voglia essere più saggia di me.
Lavinia ha interrotto proprio adesso il fluire dei miei pensieri dicendo di mandarti i suoi saluti. Immagino che sarai lieta che qualcuno abbia interrotto questa epistola. Tutte le ragazze ti mandano saluti affettuosi. E ti prego di accettarne tanti altri dalla tua amata Emily E Dickinson.
Spero che questa lettera non sarà divulgata. Se sarà così la gente si chiederà chi mai ha tante sciocchezze da dire.
Scrivimi presto e dev’essere anche una lettera enorme, molto più della mia. Spero che il piccolo piccione porterà la lettera sana e salva. Da’ i miei saluti a tutte le amiche che chiedono di me. Sono così tante a Springfield che ho paura che sarai preoccupata di dare a tutte i particolari riguardo alla mia salute. Sai che intendo sempre dire quello che dico.
Ti prego di mandarmi una copia di quel Romanzo che stavi scrivendo ad Amherst. Sono ansiosa di leggerlo. Mi aspetto che sarà contrario alle mie opinioni Liberali.

Adattato da: www.emilydickinson.it

Commenti (1)

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    Che caratterino questa ragazza: avrei un po’ di paura ad avere un’alunna così! Però sarebbe bello se a qualcuno facesse tornare il desiderio di scrivere <> come un tempo, magari si potrebbe scoprire che è più divertente di una chat…

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