Solo et penoso

Francesco Petrarca, uno dei più importanti autori del 1300, riflette sul tema dell’amore cercando la solitudine per sfuggire invano alle pene della propria passione amorosa.

Solo et pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human la rena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d’alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi:

sì ch’io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so, ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io con lui.

Tratto da: F. Petrarca, Canzoniere, Einaudi 2005

Parafrasi
Solo e pensieroso percorro a passo lento i più deserti campi e tengo gli occhi attenti affinché io possa fuggire i luoghi segnati da piede umano. Non trovo altro riparo per salvarmi dal fatto che la gente comprende (il poeta si riferisce alla comprensione del suo stato interiore), perché negli atti privi di allegria si legge esteriormente come io dentro ardo; tanto che io credo ormai che i monti, le pianure, i fiumi e i boschi sappiano di che tenore sia la mia vita, che è nascosta agli altri. Ma tuttavia non so cercare vie così impervie e solitarie che Amore non venga sempre a parlare con me e io con lui.

Avatar

Lingua predefinita del sito

Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 18/19 luglio 1374) è stato uno scrittore e poeta italiano. L'opera per cui Petrarca è universalmente noto è il Canzoniere. Di grande importanza è anche il Secretum, in cui Petrarca dialoga con sant'Agostino alla presenza muta della Verità. Petrarca, nonostante si considerasse soprattutto, come tutti gli eruditi del suo tempo, un autore di lingua latina, svolse un ruolo essenziale per lo sviluppo della poesia italiana in volgare. Egli è innanzitutto il poeta da cui scaturisce l'autonomia della poesia, il poeta della modernità. Infatti, essendo caratterizzato dal dissidio interiore e dal dubbio, ed avendo egli incentrato la propria produzione letteraria sull'individuo, è stato definito dalla critica "protoumanista". L'opera lirica di Petrarca somma in sé tutte le esperienze della poesia italiana delle origini, compiendo tuttavia una selezione dal punto di vista della metrica (stabilendo ad esempio precise regole sull'accentazione degli endecasillabi che all'epoca di Dante era ancora meno codificata) e negli argomenti (escludendo dal canone tematico gli elementi goliardici e realistici che nel Duecento erano stati presenti e che continuavano ad avere successo nel Trecento) con cui si influenzò fortemente tutta la poesia a venire. Il fenomeno del petrarchismo costituisce uno dei capitoli più complessi nella storia delle tradizioni letterarie europee.

Commenti (3)

  • Avatar

    Biblioteca

    |

    Potrà sembrare presunzione persino per un insegnante esprimere un giudizio su queste due poesie, ma quella di Petrarca è stata sempre tra le mie preferite: letta la prima volta negli anni del Liceo e mai più dimenticata (alla fine tutti almeno una volta siamo stati innamorati inconsolabili…)

    Rispondi

  • Avatar

    Cantù Giorgia

    |

    Preferisco la poesia di Dante , solo et pensoso i sembra molto triste e malinconico , da quello che mi sembra di capire Petrarca sembra più rassegnato che profondamente innamorato

    Rispondi

  • Avatar

    mariachiara ferraro

    |

    Non mi piace tanto,preferisco la poesia di Dante

    Rispondi

Lascia un commento

Copyright © Raffaello Libri S.p.A. - Sede Legale: Via dell'Industria - 60037 - Monte San Vito (AN)
R.I. Ancona, C.F. e Partita IVA 01479570424 - REA AN-145310